martedì 13 gennaio 2015

DIARIO VIAGGIO KENYA: Una giornata " particolare "



" Dove nascita e morte, prepotenti, cantano l'inno alla vita" 

Questa frase,” dove nascita e morte, prepotenti, cantano l’inno alla vita” letta non ricordo dove, mi ha colpita, e ho capito dopo questa giornata, che è vero, tutto è Vita
E’ una calda giornata africana, questa mattina, dopo essere andata al mercato, e a trovare mama Zawadi, mi siedo in un bar a Timboni, prendo una soda, mi godo il via vai di persone. Matatu colorati, che sfrecciano con la musica a tutto volume, stracarichi di persone e pacchi; polvere che si alza in piccole nuvole e rende la luce del sole come coperta da un velo, come un pizzo che scherma la luce. Piccoli gregge di caprette, nere, rosse, rosse e nere; piccoli che saltellano e rincorrono le madri, che mangiano tutto quanto trovano di colore verde !! Trovare una pianta a bordo strada, o fuori da una casa che non sia smangiucchiata dalle caprette è veramente un’impresa !! Mi fanno sorridere, con il loro saltellare, i loro belati per chiamare un piccolo che si attarda e poi trotterella per raggiungere la mamma.
Mentre siedo a bere, chiacchieriamo, arrivano altre persone, e le notizie che portano non sono belle!! Ieri sono morte due persone che conoscevo !! Due incidenti, un uomo investito da un’auto, l’altro caduto da un albero che stava potando. Il destino a volte è crudele, qui lo è ancora di più !
Torno a casa, non ho voglia di pranzare, penso a quelle 2 famiglie, ora per loro la vita sarà ancora più dura di prima. Oltre alla perdita, avranno ancora più difficoltà a sopravvivere!
Durante il pomeriggio, ricevo una telefonata, ci diamo appuntamento per cena. Ci incontriamo in un ristorante africano a Watamu. Mentre parliamo mi chiede: “Cris, giovedì ci sarà il funerale, vieni anche tu? “
Resto sorpresa da questa richiesta. “E’ vero che conoscevo M, ma non così bene da partecipare al lutto famigliare. No, non me la sento, non me la sento di venire a disturbare in un momento così intimo, non voglio che possano pensare che per me (sarò l’unica bianca) sia come una “gita”. Oltretutto lo conoscevo solo di sfuggita, non conosco nemmeno la sua famiglia!! “ ribatto.
Mi guarda stranito! Capisco che, quella che per me è una risposta logica, per lui no !!!
Ed infatti mi dice “Non capisco questo modo di pensare !! perché dovete rendere così complicata una cosa così naturale?  Vuoi dirmi che se il tuo vicino di casa muore, ma lo conoscevi poco, non vai al suo funerale ? Andare al suo funerale vuol solo dire salutarlo,
dimostrare che sei vicina alla famiglia. Niente altro!! Non vuol dire niente il fatto che tu sei bianca !!!”
Non so cosa rispondere. Ha ragione. Mi ha fatto sentire piccola. Il pudore che proviamo noi di fronte alla perdita di qualcuno, il pudore a dimostrare dolore. Il pudore ad abbracciare una persona che conosciamo poco, anche solo per dimostrare vicinanza in quel momento così doloroso per lei. Sovente per noi è considerato un’intrusione alla vita intima. Qui non è così ! Qui è “naturale” !! Ed è giusto così. Partecipazione sia alla gioia, che al dolore. In pratica partecipazione alla “vita”. E la vita comprende tutto.

kenya mascris

Eccomi qui, sono vicino al mercato. Sto aspettando che passino a prendermi. Sento uno strombazzare, un pulmino si ferma. Scende Samuel, eccoli arrivati. Sui sedili posteriori ci sono già una decina di persone. Mi fanno sedere davanti. Sto per protestare ! Perché dovrei sedermi io davanti ? Vorrei dire “ se volete farmi sentire a casa, se volete farmi sentire anche solo un po’ integrata e non solo una turista, allora dovete trattarmi come gli altri, e quindi il posto davanti non mi spetta !!” Ma resto in silenzio. So che se lo dicessi, non capirebbero. E’ il modo per dimostrarmi rispetto.
Ma…forse non è proprio rispetto, mmhhh ho un dubbio ! ed io preferirei essere seduta dietro. Eh si, perché, il motore è posizionato proprio sotto il mio sedile !!! e non è proprio piacevole mi sembra di essere seduta su di un forno. Va beh ! Mi presento. E’ un continuo scambio di sorrisi, di presentazioni, di “habari gani?” Ecco, so già che alla fine tutti si ricorderanno il mio nome, ed io nessuno dei loro!!
Infatti Samuel mi guarda, e scuote la testa ridendo !! Eh si, mi conosce bene. So che quando incontreremo nuovamente qualcuno di loro, mi guarderà sorridendo e mi chiederà: “ti ricordi vero? L’hai conosciuto…” e mentre me lo dirà sorriderà !!
Partiamo, andiamo verso Gede, a circa 6km da Timboni, svoltiamo sulla strada che porta a Mombasa…mmmhhhh non ho nemmeno chiesto dov’era il funerale, ho dato per scontato che fosse in un villaggio vicino! Ecco, non è così !! Prendiamo la strada che porta in savana, attraversiamo villaggi che non ho ancora visto. La strada sale un po’, poi ridiscende, ci sono campi coltivati a mais. Enormi alberi di mango, di varie specie, mango rossi, gialli, tondi, allungati. La vegetazione è sempre più secca, non piove da molto. Ora passiamo attraverso un piccolo villaggio, oltre non vedo vere “strade”…dopo una curva, la strada sale, va beh strada si fa per dire. Ormai è un largo sentiero, con un profondo solco al centro. Stiamo salendo su una collina. Se una delle ruote finisse nel solco, resteremmo lì !!! Ma l’unica preoccupata sono io, tutti gli altri, parlano, discutono, sorridono. Dopo circa un’ora e mezza di arriviamo !


kenya watamu mascrs



La shamba di M, è in una posizione stupenda, in cima ad una collina, alberi di mango con foglie color smeraldo che fanno ombra alle tante persone venute a salutare la famiglia. Papaie quasi mature, un piccolo campo coltivato a mais con le striminzite pannocchie aggrappate al fusto. Le donne, avvolte nei loro kanga, tessuti di cotone, coloratissimi con stampati proverbi e detti in kiswahili. Gli uomini, silenziosi, sono i custodi della comunità. I bimbi sono i più curiosi, si avvicinano, uno allunga una manina e la stringe alla mia. Qualcuno alza gli occhi, leggo una domanda non pronunciata :” questa muzungu cosa ci fa qui ?” ma nessuno la articola verbalmente. Sotto una grande tenda allestita per la triste occasione, ci sono tantissime persone, mi avvicino con gli altri, stando andando a dare l’ultimo saluto a M. a stringersi alla sua famiglia. Samuel, è preoccupato per me, mi dice che forse è meglio se non vado anch’io a dare l’ultimo saluto a M. ha timore che possa farmi effetto vedere una persona morta. Gli sorrido, mi stringe la mano e ci incamminiamo. Abbraccio la moglie, i figli. Mi accorgo che adesso, per tutti, vedermi lì con loro è già naturale. Mi siedo assieme agli altri su un tronco poggiato a terra, all’ombra di un arbusto. Gli occhi mi si riempiono di lacrime salate. Vicino a me, coricato a terra, uno dei figli di M. E’ il più grande, ma è ancora un ragazzino. Sta piangendo, in silenzio. Piange la morte del padre, piange la grande responsabilità della famiglia che da adesso sarà soprattutto sulle sue piccole, delicate ma robuste spalle. Da ora in poi dovrà essere lui l’uomo di casa, avrà lui la responsabilità di sua mamma, dei suoi fratelli. Alza lo sguardo, e incontro due occhi neri, color lava, carichi di mille paure, di speranze spezzate. Mi avvicino, lo abbraccio. Non una parola, nulla, solo un forte abbraccio, tra due persone che non si sono mai viste, ma una sensazione di appartenenza mai provata. Sono qui, in questo mondo così lontano, mi rendo conto, che mi hanno accettata, senza nessuna remora, riserva.
Hanno capito che non sono qui a curiosare.
kenya mascris

kenya watamu mascris

watamu mascris kenya

watamu mascris
Dopo il funerale, la gente riprende la strada di casa, chi a piedi, chi in bicicletta. Anche noi ci allontaniamo, torniamo. Durante il viaggio di ritorno, mi guardo attorno con occhi nuovi, guardo il paesaggio conosciuto come se lo vedessi per la prima volta.
Sorrido e ci sono anche grandi lacrime che ruzzolano silenziose. Questa terra, un po’ anche mia, viva, toccante, triste, dura, appassionata, deludente, vera, mi accoglie e io mi rifugio sempre più tra le sue forti braccia.


















martedì 25 novembre 2014

SAFARI TSAVO EST

senza bisogno di commenti....safari allo Tsavo Est, il primo amore non si scorda mai :-)

non servono commenti, le foto parlano da sole, poi il nostro cuore le rende " particolari " anche se non sono da fotografo professionista :-)

tsavo est kenya mascris
serval tsavo est 

safari tsavo est

leoni safari tsavo est mascris

leoni safari tsavo est mascris

tsavo est mascris

tsavo est serval kenya mascris

elefanti tsavo est mascris


antilope tsavo est mascris



zebre tsavo est kenya mascris

gerenuk antilope giraffa tsavo est mascris

dikdik tsavo est mascris

elefanti tsavo est kenya mascris


elefante tsavo est kenya mascris








sabato 13 settembre 2014

UN SAFARI A TSAVO EST - KENYA

Non il primo, non l'ultimo, ma "un" safari, uno dei miei momenti di libertà in savana

Sono impressioni, sovente sconclusionate ( e me ne scuso ), di un safari

Resoconto di una delle esperienze più esaltanti della mia vita: un safari nel parco nazionale dello Tsavo Est, in Kenya.

Di parchi qui ce ne sono davvero tantissimi, ognuno con particolarità diverse, Li amo davvero tutti! Ma lo Tsavo Est, di piu'! Forse perchè è stato il primo ? si, credo sia così :-) E pensare che, al primo viaggio qui, non pensavo proprio di andare in savana. Non so, immaginavo fosse una cosa troppo pericolosa, troppo particolare: e che dormire in mezzo alla savana ? sarà pericoloso ? ed ora...eccomi qua, pronta, sempre pronta, perchè partirei in ogni momento per godermi il senso di libertà che provo quando sono in questi spazi sconfinati :-)

Ok, bando alle ciance :-)

Non il primo safari ( anche se, proprio il primo è stato “ consumato “ proprio allo Tsavo) ma quello dove già avevo la consapevolezza che non era più un’infatuazione ma stava nascendo un amore più profondo e duraturo con il Kenya !

Dove: Kenya- parco dello Tsavo Est

Info generali : Parco di Tsavo: suddiviso in Est ed Ovest  è grande più o meno come la Toscana. Grazie alla sua biodiversità è considerato una delle riserve naturali più preziose al mondo, ed è un’importantissima fonte di ricerca scientifica: solo un terzo del parco è aperto ai turisti, mentre i due terzi, sono destinati all ricerca scentifica ed alla salvaguardia del territorio.

Ed ora, partiamo assieme ! Twende !!

twende ! verso lo Tsavo Est

Il mio safari ( in lingua kiswahili la parola “ safari “ significa “ lungo viaggio “ ) inzia in un giorno non ben definito, ad un’ora ben definita ( le levatacce mi rendono più scontrosa del solito – se resto addormentata e quindi mi devo letteralmente catapultare giù dal letto, ricordo meglio l’ora ! ) le 6 del mattino.

La strada  da percorrere per arrivare all’interno del parco è lunghetta ( tra le 2 e le 3 ore ) . La passo, guardando la giornata che inizia ( per molti è iniziata da un pezzo ); bambini che camminando per km vanno verso la loro scuola, donne ai bordi delle strade con piccoli banchetti in attesa di vendere le poche verdure coltivate; tra alcuni sonnellini, ( dormo facilmente, quindi non mi svegliano nemmeno i vari scossoni, dovuti alla strada sterrata ) . Passiamo per l’altipiano di Chem Chem dove, durante il periodo delle piogge, si forma un piccolo lago ( qui è chiamato “ Lago di Garda “ ihihih ) e, costeggiando il fiume Galana ( questo fiume ha 3 nomi: Athi a nord dove nasce, poi Galana nel suo percorso all’interno della savana, ed infine, quando arriva verso la costa per sfociare in mare, prende il nome di Sabaki, è lungo 390km 

Dall’entrata nel parco ( in questo caso a Sala Gate ) le regole da seguire sono poche, ma ferree :

• Non si scende mai dal mezzo

• Non si dovrebbe mai fare fuori-pista ( dico dovrebbe, perché tanti si lamentano del fatto di non averlo fatto…ma se si ama la natura, si capisce che questo è solo per NON DISTURBARE ulteriormente i “ padroni di casa “ che gentilmente ci ospitano e si fanno ammirare: gli animali ! ) qualcuno lo fa, magari un pezzetto, per far felici i turisti, ma ricordate sarebbe vietato ! meglio vedere un animale un poco piu' lontano, ma sapere che non lo si disturba, che avvicinarsi :-) non chiedetelo, lo fanno per farvi contenti, ma loro rischiano grosso !

• Non si disturbano gli animali ( quando ci si avvicina, o se ne incontrano, sarebbe buona regola parlare a bassa voce,  e non urlare )

• Non si fanno caxxate…( ricordiamoci : il leone è pur sempre Leone, anche se comodamente sdraiato e non ci degna di uno sguardo…l’elefante …ha la precedenza…se è sulla strada, comanda lui ! )

Seguire queste poche regole, significa poterci avvicinare a questo mondo favoloso, rispettando la natura :-)

Qui le regole non le facciamo noi umani, ma, appunto la natura. Se per noi avvicinarci ad un altro umano a due metri non è minacciare il suo territorio, per un elefante, soprattutto se ci sono dei cuccioli, avvicinarsi a 50mt, già può essere inteso come una minaccia seria ! i “ dolci e carini” cercopitechi, che si fanno avvicnare ( ma molte volte sono loro che si avvicinano troppo…) se si innervosiscono posso mordere…e son sempre animali selvatici ( anche se “ abituati “ all’animale uomo ) 

elefante Tsavo Est
Prima dell’ingresso al parco ci fermiamo nell’autogril” della savana dove ci si sgranchiscono le gambe, si può andare a fare pipì, scendere a piedi verso le rive del fiume per fare i primi veri incontri… Ci fermiamo poco sopra uno scalino naturale che impedisce agli animali del fiume di addentrarsi nell’entroterra. E facciamo il primo vero incontro: un grande coccodrillo sta gustando un pezzo di carne, viene chiaramente detto di non avvicinarsi troppo…e visto il “ sorriso “ non ci pensiamo proprio ! 

coccodrillo tsavo est
ricordate la canzoncina ? " ci son due coccodrilli, un orango-tango, due piccoli serpenti, un aquila reale..."
coccodrillo fiume Galana

Risaliamo a bordo, ed  iniziamo il vero safari. 

La tettoia della jeep viene sollevata, così da poter stare in piedi ( sui sedili, rigorosamente a piedi scalzi ) e poter fotografare dall’alto, e così, inizia la “ caccia fotografica “ . 

Il driver e la guida comunicano via radio con tutti gli altri driver dentro il parco, in modo da segnalare le posizioni degli avvistamenti. Sono in piedi, pronta ad immortalare qualsiasi cosa ! Faccio foto a ripetizione, anche alle pietroline sulla strada. ( imparerò nei safari seguenti a tenere nel cuore quanto vedo, ed a gustarmi l’aria che mi scompiglia, ed a farmi “ imbellettare”con il “ trucco” naturale che avrò a fine giornata…in ogni angolo, piega della pelle, la polvere finissima color rosso-tsavo) 



La terra a tsavo Est è rossa! In alcuni punti, così satura che sembra modificata con Photoshop. Ed è così subdola, per quanto sottile ed impalpabile ( anche più del borotalco ) che le magliette bianche mai torneranno veramente bianche, anche lavandole a 90°, e ve la troverete in angoli nascosti ( intendo dei bagagli ehehe ) anche dopo mesi !

Del leone…nemmeno l’ombra ! marrano ! Vediamo però molte delle sue prede : zebre, che alzano la testa e muovono le orecchie al nostro passaggio; un grande branco di bufali, che si sta abbeverando in una pozza vicino la strada, poi, come a comando di non si sa chi…iniziano a correre, attraversando proprio davanti a noi ! Un’impalpabile nuvola rossastra li circonda, rendendoli quasi invisibili, come fantasmi, ai nostri occhi.






In una radura, ecco le prede dei ghepardi, le dolci gazzelle, mangiano, brucano, con sempre un occhio attento, le loro orecchie girano quasi 180° una di qua, l’altra di la, per captare ogni minima variazione; il codino, che sembra un piumino per la cipria, continua a carezzare l’aria. Alcuni cucciolotti, forse ringalluzziti dalla presenza di tanti adulti, abbozzano saltelli e scatti veloci.

Proseguiamo la “ ricerca “, il nostro driver e la guida, parlottano…mmmhhh….la cosa dovrebbe farsi interessante ! Non ci sono state comunicazioni concitate via radio, ma dal loro atteggiamento, e dalla notevole velocità qualcosa di succulento credo ci attenda ! Ok, è il momento o di sedersi, o di arpionarsi a qualcosa, per evitare di trovarsi a gambe all’aria e sedere in su ! Fiiiuuuu, la corsa finisce, guardiamo fuori, ci guardiamo…boh ! Nulla di nuovo sotto il cielo. La domanda della guida “ Lo vedete ? è proprio li davanti ! “ ci coglie impreparati, come davanti ad un’interrogazione in classe, quando non ci si è studiato…ci guardiamo, ma…ancora nulla. Così, il nostro “ insegnante” ( la nostra guida ) ci indica dove guardare. Ok, aguzzo la vista, ma non vedo nulla. Anzi, non è così, un cespuglio lo vedo. Va beh ! tutta questo correre per un cespuglio ?? Ops…è proprio li che devo guardare !!!! Fortuna mia, il divo, ha deciso di alzare la testolina, e muovere pigramente la coda : il ghepardo. Anzi, ben due ghepardi ! E’ un animale che adoro! Forse più del leone. Magho del mimetismo, sta fra le fratte seminascosto a sonnecchiare confuso fra le ombre, in attesa del momento della corsa. Ho quasi voglia di dirgli che non molto distante da li potrebbe trovare cibo…ma, credo proprio che lo sappia meglio di me, e se è fermo e tranquillo i casi sono due : o ha già pranzato, oppure non è il momento giusto per sprecare energie a vuoto ! Eh lo so, in questi momenti, sono veramente combattuta, tengo per la preda o per il predatore ? …tengo per la natura, tengo per la legge della natura, lei non sbaglia mai nessun disegno :-)

beh, ma voi l'avreste visto ? stesso colore del cespuglio...


Il tramonto sta disegnando il suo saluto nel cielo. Il momento del riposo, quasi ubriachi di quanto visto e goduto, si sta avvicinando. Stanchi, ricoperti di polvere, sudaticci, ci avviciniamo, in silenzio, verso la camp dove passeremo la notte, in trepidante attesa di domani. Una nuova giornata in savana ci aspetta !

Dopo aver fatto una calda doccia,  riscoprendomi più bianca di quando sono arrivata al camp ( eh, effetto del maquillage naturale dello Tsavo ! ) , cena,  poche chiacchiere, perché tutti dobbiamo ancora immagazzinare nella nostra mente quanto abbiamo visto, e via a letto ! Eh no, la giornata non è finita. Ogni rumore sembra amplificato, il fruscio di un arbusto: cosa sarà ?? antilope ? facocero ? una scimmietta ? Il barrito di un elefante: dove sarà ? sembra vicino, sembra sia proprio fuori la tenda, ma forse no; qui i suoni, vengono sentiti anche a chilometri di distanza.Il vento li sparpaglia, li confonde, li mescola, li porta lontano.  Mi trovo in un comodo letto, sotto le morbide coperte, al buio. Qui non sono gli occhi ad essere sollecitati, ora loro possono rilassarsi. Qui, la sera, la notte, al sicuro, si sentono i rumori, l’udito cerca di cogliere ogni sfumatura, ogni sussurro. Mi addormento, cullata da mille rumori, con le narici cariche di odori, profumi a volte aspri. 

Questa volta, non ho bisogno della sveglia. Gli uccellini cinguettano da un po’, quale sveglia migliore ? Me ne sto, ancora un poco sotto le coperte, a riordinare l’insieme di sensazioni godute il giorno prima e la notte appena passata.

Oggi siamo tutti più “ cosapevoli “ di quanto forse incontreremo. Ma non per questo meno eccitati.

Non mi importa non aver visto il leone. Non mi importa se le foto non sono scatti da manuale. Mi importa delle immagini impresse nella mia mente . Del branco di elefanti, ricorperti di terra rossa, da cambiare completamente il loro colore naturale ( grigio, come tutti gli elefanti, ma qui a Tsavo, sono gli elefanti “ rossi “ ) . Cucciolotti che appena si reggono sulle grandi zampe, che, forti della protezione del gruppo, baldanzosi si fermano al centro strada, si girano verso il nostro mezzo, aprono le orecchie ed alzano la proboscide. Già hanno nel loro dna gli atteggiamenti che una volta adulti, segnaleranno : ATTENZIONE ! occhio, via di qua, altrimenti sono problemi vostri, io vi ho avvisato !!




Oppure, un piccolo gruppo di giraffe, con andatura ondeggiante, dopo aver mangiato i germogli delle acacie, si chinano, goffamente a bere. Le trovo deliziose, bellissime, ondeggiano, e vedi quegli occhi dolci, con le lunghe ciglia che sembrano finte, incorniciare occhi neri come il carbone. 



Ho ancora il ricordo di una piccola tartaruga terrestre, piano piano, attraversava la strada, eh, quante foto le ho fatto ?? tante, foto non da prima pagina, ma mille scatti, che mi ricordano ogni momento. Mille scatti che quando li riguardo, innescano una serie di ricordi.

Eccola qua :




Godetevi ogni attimo. Dal momento in cui partirete, al momento in cui tornerete. Vero che si vorrebbe sempre vedere il leone. Ma, è tutto quanto si vede, che rende un safari spettacolare. Sempre, con o senza leone. E’ quanto ci circonda che ci regala, ci insegna la vita. Quell’efefante, in quella posizione, in quel momento, con quello sguardo, quel barrito, sarà solo vostro ! Per sempre

Con il tempo, ora faccio molto meno foto durante i safari. Voglio godermi e imprimere nella mia mente ogni attimo, godermi veramente tutto quanto vedo, annuso, sento sulla pelle. Domani sarà diverso, la natura fa nuovi disegni, continuamente, e li voglio scoprire a poco a poco

Ne faccio ancora di foto eh ! belle, brutte, a fuoco, sfocate, non mi importa :-) sono i miei ricordi !








un enorme Baobab ( l'albero sacro ) ci saluta, Kwaheri :-)


martedì 5 agosto 2014

EBOLA: nessuna emergenza in Kenya -

mi rammarica e rattrista leggere dell'emergenza EBOLA in vari Stati Africani. Una vera piaga.

Il contagio NON avviene per via aerea, quindi non si trasmette stando solo vicino ad un contagiato. La trasmissione avviene tramite scambio di fluidi corporei ( rapporti sessuali compresi )

In Kenya fortunatamente, non ci sono casi di Ebola. L'aeroporto di Nairobi, ha istituito per evitare ogni rischio, controlli serrati. I passeggeri che arrivano dai Paesi colpiti vengono messi in quarantena

riporto qui in esaustivo articolo che spiega bene la situazione:

In Kenya nessun rischio virus Ebola
Passeggeri in arrivo dall'Africa occidentale controllati 

Come sempre Malindikenya.net deve proteggere il turismo e gli affari a Malindi dalla cattiva informazione. In questi giorni arrivano numerose e-mail da parte di lettori che sono allarmati dalla possibilità di contrarre il terribile virus "Ebola" in Kenya. Innanzitutto teniamo a precisare che i casi si sono verificati esclusivamente in Africa Occidentale, a migliaia di chilometri dal Kenya e appartengono ad agglomerati lontani dalle città e concentrati vicino ad ospedali e luoghi di assembramento di malati. Questo perché il virus si trasmette specialmente tramite liquidi organici degli infettati. Per quanto riguarda i focolai, il Kenya non è mai stato interessato da questo virus. Come avviene per l'Europa, i voli provenienti da Sierra Leone, Liberia e Ghana sono controllati e i passeggeri messi in quarantena prima di essere sbarcati a Nairobi. Quindi la situazione in Kenya è quantomeno tranquilla, ne più ne meno che in Italia, dove anzi bisogna prestare più attenzione in vista dei tanti sbarchi di clandestini lungo le coste meridionali del Paese. "Qui in Kenya non si registrano casi dagli anni Ottanta, peraltro nelle zone remote del nord intorno al Monte Elgon - spiega Mauro Saio, il luminare italiano esperto di virus tropicali del Nairobi Hospital - in ogni caso qualsiasi eventuale paziente sospetto in arrivo dalle nazioni dove il virus è presente verrà messo subito in isolamento e portato in un'apposita area allestita al Kenyatta Hospital, questo per evitare ogni minimo rischio di propagazione del virus a livello nazionale".


www.malindikenya.net

ora divago ...ma non troppo...

Il medico americano colpito dal virus in Liberia, e prontamento trasferito nel suo Paese ( USA ) è stato prontamente trattato con un " siero sperimentale segreto " e, grazie a Dio, sembra stia reagendo bene :-)

mi domando ? perchè ? perchè ? perchè le case farmaceutiche, invece di pensare SOLO ai loro guadagni, non pensano anche alle persone ? perchè devono morire migliaia di persone, prima di utilizzare un siero, un vaccino che è già lì pronto ? se non fosse stato contagiato un operatore NON africano, si sarebbe lasciato che l'epidemia dilagasse in Africa Occidentale ? 

soldi, interessi, solo questo ormai conta...noi persone= nulla :-(

venerdì 18 luglio 2014

PRANZO A MALINDI giornata di relax

questa mattina dovevo andare a Malindi per delle commissioni :-(

non ho mai molta voglia di andare a Malindi, per me troppo caos...preferisco la tranquillità di Watamu.

Comunque, capisco bene che non interessa molto la cosa :-) sorry !  Esco di casa, mi avvio sulla strada, salgo sul primo matatu che passa ( mannaggia, anche la corsa Watamu-Malindi è aumentata...andiamo bene ! da 80 schellini a 100 !!! ). Solito posto di blocco vicino Kizingo, alt, un controllo e ripartiamo. Arrivati alla stazione dei matatu, scendo, salgo su un tuktuk e via a fare la spesa a nakumat ( ecco perchè ci vengo ancora se tante cose costano di piu' che a Watamu ? boh ! ) . Dopo un poco di spesa, un espresso al Pata-Pata vicino il Nakumat. Poi, visto che l'ora di pranzo si era lentamente e inesorabilmente avvicinata, decidiamo di andare a provare da Jahazi.
Tuktuk, e via, 5 minuti a arriviamo ! Eh si, mi è piaciuto molto! e visto il numero di clienti, direi non solo a me ! Freddie ha fatto centro ! il locale è veramente carino, i tavoli, fatti con il legno delle vecchie barche dei pescatori ( Jahazi, è il nome delle barche a vela dei pescatori ) : pranzo con filetto di red snapper alla griglia, contorno di riso pilau, una focaccia alla mozzarella. Pane fresco cotto nel forno. Come stuzzichino attesa pranzo, guacamole con listarelle di pasta pizza....gnam gnam ( me ne mangerei a vagonate ! ) due birre, espresso....e sono stata contenta di essere andata a fare la spesa a Malindi :-)

un bel 9 pieno al Jahazi di Freddie e Maddie !!!!

Jahazi - Malindi 

martedì 8 luglio 2014

E' PERICOLOSO VENIRE IN KENYA ? POST 5

cerco di aggiornare le varie notizie, ed informazioni

qui a Watamu e Malindi, tutto è tranquillo, certo anche qui si percepisce la tensione, ma la vita scorre come sempre.

Purtroppo anche questo we ha registrato altri scontri nella zona di TANA river. ( ricordo che è vicino la frontiera Somala ). Altre persone sono morte, mi piange il cuore per questo !

A onor del vero, purtroppo si parla di questi fatti, ( parlo della stampa italiana ) solo per far notizia, titoli bomba. Ma non si dice, che, in questa zona ( TANA river ) sono anni che ci sono gravi problemi tra etnie diverse. Problemi nati tantissimi anni fa, quando l'allora Presidente ( il padre di quello attuale ) ha requisito le terre ai legittimi proprietari per donarle ad altri.

Non sono zone ne di turismo ( nemmeno turismo locale ) ne di passaggio.

Purtroppo, una turista russa è stata uccisa a Mombasa, da deliquenti. Si, Delinquenti, che volevano rapinare una comitiva. Quanto scrivo è quanto ho letto.

Oggi 7/7/2014 si è tenuta una grande manifestazione a Nairobi. Tutto si è svolto nella massima tranquillità. Non ci sono stati scontri, ne tafferugli.